Approfondimenti · Nota
Che cosa risolvono, in concreto, le Corti di giustizia tributaria: la composizione del contenzioso, la classifica dei temi sostanziali, gli esiti e i motivi di ricorso che rendono davvero.
Rilevazione del 31 agosto 2026 · motivi riallineati al 14 settembre
87.683 pronunce di merito · 26.754 questioni sostanziali · 550.812 motivi di ricorso
Nei primi cinque mesi del 2026 le Corti di giustizia tributaria di primo e secondo grado hanno depositato 87.679 provvedimenti. La domanda che questa rilevazione pone è elementare, e la risposta non lo è: di che cosa discutono?
Meno di un terzo delle decisioni risolve una questione sostanziale — l'esistenza del presupposto, la misura dell'imponibile, la spettanza di un'esenzione, la qualificazione di un'operazione. Poco meno della metà si esaurisce sugli atti della riscossione: la notifica della cartella, l'esistenza dell'atto presupposto, la prescrizione del credito iscritto a ruolo. Un sesto non affronta affatto la pretesa.
| Questioni sostanziali | 26.754 — 30,5% |
| Vizi del procedimento impositivo | 5.325 — 6,1% |
| Riscossione | 41.254 — 47,1% |
| Rito e vicende processuali | 14.346 — 16,4% |
Il confronto con il medesimo periodo del 2025 — 85.948 pronunce, base omogenea — mostra un movimento coerente: la quota sostanziale sale di 2,6 punti, quella esattiva scende di 5,3, il rito cresce di 3,9 per effetto delle vicende estintive. Il contenzioso seriale sulla riscossione arretra; gli istituti deflativi funzionano, ma intervengono quando il giudizio è già incardinato.
Isolate le 26.754 pronunce che decidono d'imposta, e aggregati i filoni in temi omogenei, la graduatoria del 2026 è questa.
| IMU — esenzioni e agevolazioni | 3.000 |
| Accertamento induttivo, costi e inerenza | 2.106 |
| TARI — presupposto, superfici, soggettività passiva | 2.085 |
| Contributi consortili e di bonifica | 1.941 |
| IMU — aree edificabili e base imponibile | 1.593 |
| Crediti d'imposta, bonus e agevolazioni | 1.438 |
| Imposta di registro — qualificazione degli atti e valore venale | 1.362 |
| Catasto — classamento, rendita e DOCFA | 1.222 |
| IRPEF — redditi fondiari, locazioni e plusvalenze | 1.058 |
| Presunzioni qualificate — ristretta base e indagini finanziarie | 915 |
La materia del contendere è, in larghissima parte, l'immobile: IMU, TARI, catasto, registro e contributi consortili valgono il 46,3 per cento delle questioni sostanziali. La fiscalità d'impresa e quella internazionale — che concentrano l'attenzione dottrinale — valgono una frazione minoritaria del contenzioso effettivo. Il fronte in più rapida espansione è quello dei crediti d'imposta e dei bonus: +48,6 per cento in dodici mesi.
La dispersione degli esiti fra i temi è amplissima, e nessuna variabile diversa dal tema riesce a spiegarla. Si va da un contenzioso in cui il contribuente prevale in due casi su tre a uno in cui soccombe in otto casi su dieci.
| Contributi di bonifica | 64,9% al contribuente |
| IMU — presupposto e soggettività passiva | 57,9% al contribuente |
| TARI — presupposto e superfici | 54,5% al contribuente |
| Accertamento induttivo e costi | 53,7% all'ufficio |
| Operazioni inesistenti | 67,4% all'ufficio |
| Presunzioni qualificate | 69,5% all'ufficio |
| Imposta unica su scommesse e giochi | 81,5% all'ufficio |
Sul complesso, l'ufficio prevale nel 46,4 per cento dei giudizi e il contribuente nel 30,6; con gli accoglimenti parziali, il contribuente ottiene un risultato utile nel 39,3 per cento dei casi. Il passaggio in appello sposta l'equilibrio: in secondo grado l'ufficio sale al 52,1 per cento, non per un diverso orientamento del giudice ma per la selezione delle liti che vi accedono.
La scomposizione delle pronunce nei motivi effettivamente dedotti — 550.812 nel biennio — consente di misurare due grandezze distinte: quante volte un motivo viene proposto e quante volte viene accolto. Le due grandezze non coincidono, e il loro disallineamento è il dato di maggior rilievo pratico dell'intera rilevazione.
| Errata qualificazione della fattispecie | 28.222 dedotti · 42,1% accolti |
| Difetto di motivazione dell'atto | 28.707 dedotti · 24,1% accolti |
| Notifica — omessa o irregolare relata | 10.102 dedotti · 44,7% accolti |
| Notifica — nullità per inesistenza giuridica | 10.356 dedotti · 18,2% accolti |
| Difetto di contraddittorio preventivo | 4.176 dedotti · 18,1% accolti |
| Errata allocazione dell'onere della prova | 3.438 dedotti · 41,4% accolti |
Il motivo più dedotto in assoluto — il difetto di motivazione — è fra i meno produttivi. Fra i vizi di notificazione, quello che postula un vizio radicale rende ventisei punti meno di quello che si appoggia a un difetto documentabile della sequenza notificatoria, benché i due siano proposti con frequenza quasi identica. La lettura complessiva è netta: i motivi sostanziali hanno un rendimento sistematicamente superiore ai motivi formali generici, e fra i formali rendono soltanto quelli puntualmente documentabili.
Lo stesso ordine si ritrova sui temi trasversali. Il solo che si accompagni a una prevalenza del contribuente è l'esenzione o agevolazione (52,4 contro 35,1 per cento). Notificazione, prescrizione, decadenza e cartella si accompagnano tutti a una prevalenza dell'ufficio, con divari fra i venti e i venticinque punti. Il vizio formale, nella percezione professionale corrente, è considerato la via difensiva più sicura: i dati dicono il contrario.
La relazione fra valore ed esito è la più regolare fra quelle rilevate. Nelle controversie fino a mille euro il contribuente ottiene una decisione integralmente favorevole nel 41,1 per cento dei casi; al crescere del valore la quota scende progressivamente fino al 23,0 per cento, mentre cresce quella degli accoglimenti parziali. Non è che il giudice tratti diversamente le liti di valore: sono le liti di valore ad avere una composizione diversa, fatta di accertamenti sostanziali dove il contribuente soccombe di più.
| Liti fino a 1.000 euro | 41,1% al contribuente |
| Da 5.001 a 20.000 euro | 25,8% al contribuente |
| Da 20.001 a 50.000 euro | 23,0% al contribuente |
| Oltre 100.000 euro | 23,7% al contribuente |
Sulle spese, la compensazione resta la soluzione prevalente (42,2 per cento), ma non è simmetrica. Quando vince l'ufficio, le spese seguono la soccombenza nel 68,2 per cento dei casi; quando vince il contribuente, nel 59,6. In appello il divario si allarga. È un dato che incide direttamente sulla convenienza economica del giudizio, soprattutto nelle liti di valore modesto, che sono la maggioranza.
La base è l'archivio in esercizio: 87.683 pronunce di merito depositate nel 2026 e 198.547 del 2025, ciascuna classificata su cinque livelli — dalla macroarea impositiva al filone — e corredata della qualificazione dell'esito, del valore in atti, del regolamento delle spese, delle disposizioni invocate, dei precedenti richiamati e dei motivi di ricorso dedotti con il loro esito.
Sulla struttura classificatoria è stato costruito un secondo asse, di natura funzionale, che distingue le pronunce non per tributo ma per la natura della questione risolta: questioni sostanziali, vizi del procedimento, riscossione, rito. È l'asse su cui poggia l'intera lettura, ed è dichiarato nel report insieme al criterio di attribuzione, perché in una minoranza di casi la distinzione fra vizio del procedimento e questione sostanziale resta opinabile.
Due limiti vanno esplicitati. Il primo riguarda la copertura temporale: la pubblicazione delle sentenze tributarie sconta un differimento di circa due mesi rispetto al deposito, sicché il 2026 è coperto fino ai depositi di maggio; per questo ogni confronto con il 2025 è costruito su base omogenea gennaio-maggio, con uno scarto fra i due insiemi inferiore al due per cento. Il secondo riguarda il valore della controversia, indicato in atti per il 54,9 per cento delle pronunce: le elaborazioni per scaglione sono riferite a questo sottoinsieme.
Ogni cifra proviene da un conteggio eseguito sull'archivio in esercizio, non da una stima né da un campione. Chi accede alla piattaforma può rifarli tutti.
Il conteggio dei motivi di ricorso e i relativi tassi di accoglimento sono stati riallineati il 14 settembre 2026, dopo la revisione della classificazione delle censure: le altre grandezze restano quelle della rilevazione del 31 agosto.
Questa nota riassume un report più ampio, che contiene la classifica estesa dei temi sostanziali, dodici schede tecniche di filone — questione controversa, quadro normativo ricavato dalle disposizioni effettivamente invocate, esiti, valore, indicazione operativa — l'analisi degli esiti per grado e per sede, il capitolo sui motivi di ricorso, quello sulle disposizioni e sui precedenti, la misura dell'articolo 7, comma 5-bis, e tre appendici con le tavole analitiche complete.
Il report integrale, in edizione online e in PDF, è raccolto nella biblioteca insieme al resto del materiale di approfondimento. L'accesso è nominativo e gratuito; le credenziali restano valide dodici mesi e comprendono il materiale pubblicato in seguito.
Accedi alla biblioteca